giovedì 9 marzo 2017

CREATIVITA' E SAGGEZZA NELLA RICERCA DI OPPORTUNITA'

Rhys Ifans e Hugh Grant.
"- C'è qualcosa di strano in questo    yogurt.
- Non è yogurt, è maionese.
- Ah bene, allora è buona".
Notting Hill (1999)

La virtù  della saggezza, conosciuta dalla notte dei tempi come dote di colui che sa, che possiede intelligenza, equilibrio, acutezza, si traduce nel coaching umanistico in questa definizione:
"facoltà umana di tendere alla scoperta, alla produzione e all'uso della verità delle cose, per elaborare il senso della vita umana"(Stanchieri 2008) [1]. Al suo interno vengono individuate cinque potenzialità, e sono: creatività, lungimiranza, apertura mentale, amore per il sapere, curiosità.

Prima di addentrarci nell'analisi della potenzialità di oggi (la curiosità) per vedere come utilizzarla nello sviluppo di opportunità lavorative, parliamo un attimo di cosa sono in generale le potenzialità -come le intendiamo qui- in modo di capire, poi, come poterle utilizzare.

Nel già citato libro "Scopri le tue potenzialità", si da questa definizione (p.34-35) : "(...) sono gli ingredienti psicologi, i processi e i meccanismi, che definiscono le virtù, le concretizzano, le realizzano; in ultima analisi le rendono emozioni, azioni, pensieri vissuti concretamente. (...).Possono essere: 
-un tratto o anche più tratti del carattere (...);
-attività complesse (...) frutto di scelte e motivazioni (...);
-processi relazionali positivi (...);
-processi motivazionali comuni (es. un amicizia) (...);
-caratteristiche intrinseche di organizzazioni finalizzate a riprodotti e alla soddisfazione di chi produce e di chi ne usufruisce (...)".

Quindi, risultano essere una serie di tratti della persona, simili a strutture dinamiche, a muscoli, che se alleniamo in modo opportuno possiamo sviluppare sensibilmente. Una volta trovate, la sfida sarà come potenziarle, trasformandole in competenze e talenti.

Parliamo dell creatività.
Diamone una definizione umanista: "la capacità di produrre nuove idee per migliorare la vita" (Stanchieri, 2008).

Se immaginiamo la ricerca di lavoro come un insieme di possibili azioni, non per forza irregimentate ma di natura varia, creativa, mutevole a seconda del tipo di ricerca e attività, allora le sensazioni di avere maggiore chance ed efficacia possono aumentare.
Fantasia? Frasi fatte o luoghi comuni? No. La realtà dice che la maggior parte dei lavori si trovano grazie ai canali meno standardizzati: per intenderci, molto di più con canali informali come passaparola o l'autopromozione, che non tramite ai canonici siti o alle newsletters inviateci ogni settimana (Marino 2013, 2014).
Cosa vuol dire? Anche se apparentemente certi strumenti appaiono veloci, semplici e diretti, non vuol dire che sono quelli giusti ed efficaci per noi. Anzi, se non ci sentiremo appagati anche nel processo di ricerca, mentre cerchiamo, sarà più facile farlo male e abbandonare le nostre attività.

Con queste premesse è facile capire come la creatività possa venirci incontro. Se pensiamo di essere creativi, o di sentirci particolarmente stimolati da tutto ciò che è produrre idee, è bene sapere che il pensiero creativo/divergente consta di almeno cinque fasi essenziali (Guilford, 1986).

1) Fluidità: capacità di produrre associazioni, per aumentare la possibilità di trovare soluzioni 
efficaci.

2) Originalità: capacità di trovare relazioni imprevedibili e innovative.

3) Flessibilità: passare rapidamente da uno scenario immaginativo ad un altro.

4) Elaborazione. Capacità di sviluppare l'ideazione, facendo convivere capacità di sintesi e di analisi.

5) Valutazione. Capacità di scegliere le soluzioni intermedie per arrivare alla migliore soluzione.

Pensare non è per forza seguire un'esclusiva sequenza logica anzi, per risolvere un problema, che so, un esempio a caso, "cercare un'opportunità lavorativa" può essere un lavorìo volto a produrre nuove soluzioni per riuscire. Quindi, per diventare bravi in questa risoluzione e o superamento dellasituazione, potremo esercitarci a vedere da più angoli la situazione. 
Pensare creativamente può voler dire avviarsi a ragionamenti alternativi a quelli ordinari, trovando nuove strade. Un ragionare oltre le convenzioni, coltivando la propria capacità immaginativa, superando quei comportamenti ripetitivi che nella ricerca di lavoro adottiamo spesso e che non portano a risultati: simili al tentativo di buttare giù un muro (dopo un po' ci stanchiamo e lasciamo perdere), anziché ingegnarci su come aggirarlo o scavalcarlo.

Fatte queste dovute premesse, faccio alcune precisazioni.
Le potenzialità che tratteremo sono ventinove. La creatività è la prima che stiamo trattando, non è detto che tu, caro amico lettore, possa sentirla tua: poco male! Ce ne sono altre ventotto, vedremo se ce ne saranno altre che ti potranno spingere all'azione, con piacere e sentimento.

Come usare la creatività nella ricerca?
Ecco un immagine utile, pensa la tua ricerca sotto queste coordinate.
Tu sei un ricercatore di lavoro, sarai sempre alla ricerca, non ci saranno momenti certi in cui non potranno esserci opportunità, quindi occorrerà essere pronti. Pensa le attività piacevoli che fai già (andare in palestra, al bar con gli amici ecc.) come potenziali momenti in cui potresti trovare qualcosa. Tutto ciò che sentirai sulle opportunità di lavoro dovrai verificarle, non lasciandoti condizionare dai "sentito dire". Parti dal tuo quotidiano, dalle tue giornate, da ciò che ami fare. Studia bene il tuo territorio di caccia. Immagina l'azienda come un' insieme di persone, domandandoti chi potresti conoscere, quali canali utilizza quando vuole assumere (sei sicuro di sapere tutto su di loro?).
Naturalmente dovrai sempre utilizzare i canali tradizionali, spingendoti però anche a trovare nuove soluzioni.

Prova ad esercitarti sulla tua creatività, declinata alla ricerca di lavoro, pensando questi spunti:
- pensa ciò che vorresti fare e, almeno, 7 posti dove potresti andare a svolgere tale opportunità (compreso metterti in proprio);
- pensa cosa ti piace fare di quel lavoro (dividilo per mansioni, non fermarti solo al profilo professionale);
-per i prossimi 7 giorni, pensa un nuovo modo di proporti (se non ti viene in mente nulla, continua a seguire questo blog che magari troverai spunti...);
- chiedi ad almeno 7 persone che conosci come sono riuscite a trovare il lavoro che stanno svolgendo.

Perché la saggezza -per come la intendiamo qui- è necessaria per la nostra ricerca? Perché ricade sulla nostra curiosità attenta, tesa alla produzione di idee che possano darci uno sguardo lungo, consapevole, proattivo, sulle nostre scelte, volte non solo a trovare un lavoro, ma a elaborare il senso stesso che noi diamo al lavoro: al nostro modo di viverlo, in rapporto con la nostra vita e di chi ci circonda.
L'obiettivo della nostra creatività, qui applicata, sarà dunque quella di trovare nuove soluzioni, anche piacevoli per quanto possibile, strade da percorrere non ancora battute. Non per questo non saranno a volte faticose, però, se troveremo delle chiavi interpretative stimolanti, allora...



[1] Luca Stanchieri, Scopri le tue potenzialità, Franco Angeli, Milano, 2008, P.29
[2] D. Marino, Il tuo lavoro! Metodi per trovarlo, Edizione Primula, Voghera, 2013. D. Marino, Istruzioni per non trovare lavoro, Edizioni FerrariSinibaldi, Milano, 2014
[3] J.P. Guilford..,
 Creative Talent, New York Barly, 1986

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