Se state cercando lavoro, pensate di cambiarlo o volete scoprire la vostra vocazione, questo blog propone idee e metodi per riuscirci.
martedì 4 novembre 2014
ISTRUZIONI PER NON TROVARE LAVORO, IL LIBRO
Per chi fosse interessato, è uscito il mio libro: "Istruzioni per non trovare lavoro", per avere informazioni potete andare su: http://www.amazon.it/Istruzioni-trovare-lavoro-Davide-Marino/dp/8867630970
p.s. in giro, nelle librerie, qua e là, lo potete trovare...
:-)
p.s. in giro, nelle librerie, qua e là, lo potete trovare...
:-)
venerdì 12 luglio 2013
DUBITO DUNQUE CERCO
Spesso le persone che cercano lavoro hanno tante brutte convinzioni: “non c'è nulla", "sono troppo in là con gli anni","mi hanno detto che non cercano", "li vogliono solo giovani" e tanto altro.
Le convinzioni, cari miei, a volte sono molto pericolose.
Se sei convinto che tutto ciò che farai è inutile, perché dovresti farlo? Se ciò che hai sperimentato –ora o qualche anno fa- non ti ha offerto determinati risultati, perché dovresti cambiare opinione sulla cosa? Allora, molti partono con l’idea che tutto è detto e scritto, che tutte le proposte per svolgere ricerca sono solo “parole” e basta, che non c’è niente da fare.
Sarò forse un ottimista di natura, incapace di vedere (proprio) tutti gli aspetti deprimenti del mercato del lavoro di oggi; fatto sta che io credo in un approccio alla ricerca di lavoro “possibilista”e che questa, se fatta con attenzione, possa dare maggiori risultati.
Non dico di andare bendati, speranzosi che suonando ai campanelli qualcuno ci apra con il contratto (indeterminato) in mano, però che occorre dubitare di certe "certezze" -prese così per certo- e questo può farci attivare meglio e con più energie; dunque, non prendiamo per buono tutto ciò che sentiamo se prima non lo abbiamo verificato!
Dubitare vuol dire sospendere il giudizio sulla cosa, guardare il mondo non facendoci condizionare da idee preconcette, non accogliendo alla buona i "per sentito dire", scettici di avere risposte su qualunque cosa senza prima essersi messi, realmente, in profondo ascolto.
Dubitare di aver fatto tutto per la propria ricerca, di non aver tralasciato niente, può aiutarci a trovare altre vie; proviamo?
Penso di contro, infine, che se neanche noi stessi crediamo con convinzione alla nostra ricerca di lavoro e che potremo trovare, chi dovrebbe crederci?
Le convinzioni, cari miei, a volte sono molto pericolose.
Se sei convinto che tutto ciò che farai è inutile, perché dovresti farlo? Se ciò che hai sperimentato –ora o qualche anno fa- non ti ha offerto determinati risultati, perché dovresti cambiare opinione sulla cosa? Allora, molti partono con l’idea che tutto è detto e scritto, che tutte le proposte per svolgere ricerca sono solo “parole” e basta, che non c’è niente da fare.
Sarò forse un ottimista di natura, incapace di vedere (proprio) tutti gli aspetti deprimenti del mercato del lavoro di oggi; fatto sta che io credo in un approccio alla ricerca di lavoro “possibilista”e che questa, se fatta con attenzione, possa dare maggiori risultati.
Non dico di andare bendati, speranzosi che suonando ai campanelli qualcuno ci apra con il contratto (indeterminato) in mano, però che occorre dubitare di certe "certezze" -prese così per certo- e questo può farci attivare meglio e con più energie; dunque, non prendiamo per buono tutto ciò che sentiamo se prima non lo abbiamo verificato!
Dubitare vuol dire sospendere il giudizio sulla cosa, guardare il mondo non facendoci condizionare da idee preconcette, non accogliendo alla buona i "per sentito dire", scettici di avere risposte su qualunque cosa senza prima essersi messi, realmente, in profondo ascolto.
Dubitare di aver fatto tutto per la propria ricerca, di non aver tralasciato niente, può aiutarci a trovare altre vie; proviamo?
Penso di contro, infine, che se neanche noi stessi crediamo con convinzione alla nostra ricerca di lavoro e che potremo trovare, chi dovrebbe crederci?
lunedì 8 luglio 2013
PUBBLICATO IL LIBRO: "IL TUO LAVORO! METODI PER TROVARLO"
Ciao, ho il piacere di comunicarvi l'uscita del mio libro: "IL TUO LAVORO! METODI PER TROVARLO" edito dalla casa editrice Primula Editore, è reperibile sia in formato ebook che cartaceo.
Da questo libro potete aspettarvi di scoprire:
-come sviluppare un’efficace ricerca di lavoro;
-quali sono i canali per l'invio del curriculum e come usarli;
-in che modo proporsi;
-come le aziende cercano i dipendenti;
-quale prospettiva occorre assumere;
-i siti che possono fornire informazioni utili;
-riflessioni su cosa occorre comunicare e in quale modo;
-come personalizzare la propria ricerca e... tanto altro.
Visto il momento delicato del mondo lavorativo, credo possa essere uno strumento di facile consultazione, pratico, capace di offire spunti importanti.
Chi volesse organizzare una presentazione può contattarmi tramite email, grazie.
Da questo libro potete aspettarvi di scoprire:
-come sviluppare un’efficace ricerca di lavoro;
-quali sono i canali per l'invio del curriculum e come usarli;
-in che modo proporsi;
-come le aziende cercano i dipendenti;
-quale prospettiva occorre assumere;
-i siti che possono fornire informazioni utili;
-riflessioni su cosa occorre comunicare e in quale modo;
-come personalizzare la propria ricerca e... tanto altro.
Visto il momento delicato del mondo lavorativo, credo possa essere uno strumento di facile consultazione, pratico, capace di offire spunti importanti.
Chi volesse organizzare una presentazione può contattarmi tramite email, grazie.
A presto!
mercoledì 19 giugno 2013
PRESENTAZIONE DEL LIBRO: "IL TUO LAVORO! METODI PER TROVARLO"
Venerdì 21 giugno, alle ore 21.00, presso l’Istituto Santa Chiara di Stradella, in Via Costa 17, sarà presentato il manuale “Il tuo lavoro! Metodi per trovarlo”, scritto da Davide Marino grazie al sostegno di Primula Editore che, dopo il successo del romanzo “Negli occhi del bambino”, si presenta ora con questa nuova pubblicazione, un’utile e agile guida per la ricerca di lavoro.
Durante la presentazione, sarà lo stesso autore – da anni a stretto contatto con le problematiche e le dinamiche collegate alla ricerca di occupazione – a presentare gli argomenti e i contenuti del suo libro:
- come sviluppare un’efficace ricerca di lavoro;
- quali sono i canali per l'invio del curriculum e come usarli;
- in che modo proporsi; come le aziende cercano i dipendenti;
- i siti che possono fornire informazioni utili;
- cosa occorre comunicare e in quale modo;
- come personalizzare la propria ricerca e... ...tanto altro.
Davide Marino è laureato in “Filosofia” e in “Scienze e Tecniche Psicologiche” presso l’Università degli Studi di Pavia. Dopo aver maturato significative esperienze in ambito socio/educativo, ha cominciato a collaborare come consulente di orientamento e formatore con enti pubblici, privati e aziende. È autore del blog “Il tuo lavoro! Metodi per trovarlo”, da cui è nata l’idea del libro.
Il manuale è disponibile in formato cartaceo e a breve in digitale.
Primula Editore offre la pubblicazione non solo nel formato cartaceo, ma anche in quello digitale (ebook), attraverso i più noti e frequentati siti di distribuzione editoriale online, tra cui Amazon, Apple, Google Books, Shop.it, IBS Libri, Wuz Store e Webster.it.
Una nuova realtà editoriale già al lavoro su altri libri, alcuni dei quali saranno anticipati nel corso della presentazione in programma appunto venerdì 21 giugno a Stradella
Durante la presentazione, sarà lo stesso autore – da anni a stretto contatto con le problematiche e le dinamiche collegate alla ricerca di occupazione – a presentare gli argomenti e i contenuti del suo libro:
- come sviluppare un’efficace ricerca di lavoro;
- quali sono i canali per l'invio del curriculum e come usarli;
- in che modo proporsi; come le aziende cercano i dipendenti;
- i siti che possono fornire informazioni utili;
- cosa occorre comunicare e in quale modo;
- come personalizzare la propria ricerca e... ...tanto altro.
Davide Marino è laureato in “Filosofia” e in “Scienze e Tecniche Psicologiche” presso l’Università degli Studi di Pavia. Dopo aver maturato significative esperienze in ambito socio/educativo, ha cominciato a collaborare come consulente di orientamento e formatore con enti pubblici, privati e aziende. È autore del blog “Il tuo lavoro! Metodi per trovarlo”, da cui è nata l’idea del libro.
Il manuale è disponibile in formato cartaceo e a breve in digitale.
Primula Editore offre la pubblicazione non solo nel formato cartaceo, ma anche in quello digitale (ebook), attraverso i più noti e frequentati siti di distribuzione editoriale online, tra cui Amazon, Apple, Google Books, Shop.it, IBS Libri, Wuz Store e Webster.it.
Una nuova realtà editoriale già al lavoro su altri libri, alcuni dei quali saranno anticipati nel corso della presentazione in programma appunto venerdì 21 giugno a Stradella
martedì 14 maggio 2013
COSA POTREBBE ACCADERE SE TUTTO ANDRA' PER IL MEGLIO?
Ecco una domanda sovversiva: "cosa potrebbe accadere se tutto andrà per il meglio?".
Ebbene si!, avete cercato, avete trovato, fra poche ore andrete ad iniziare il vostro nuovo lavoro...si, si, finalmente!..uh...ma qual'è? Di cosa si tratta?.
Guardatevi indietro.
Come lo avete trovato? Come vi siete proposti? Perchè proprio quello? Cosa vi ha attratto dell'inserzione? Perchè hanno selezionato proprio voi?
Fate finta di esserci riusciti; magari prendendo spunto da quella volta che ce l'avete fatta e chiedetevi: "cosa è successo in tale circostanza?". Questa domanda può aiutare a definire le proprie strategie per raggiungere ciò che ci si era prefissati; infatti, spesso, provando a pensare di aver già raggiunto l'obiettivo è più facile dare forma, definire, ciò che cerchiamo -e come cercarlo-. Non sarà, quindi, solo un'idea ma -ora- qualcosa di tangibile mentre se, di contro, non definiamo chiaramente la cosa, come potremo far capire (e capire, noi stessi) cosa vogliamo?
Ebbene si!, avete cercato, avete trovato, fra poche ore andrete ad iniziare il vostro nuovo lavoro...si, si, finalmente!..uh...ma qual'è? Di cosa si tratta?.
Guardatevi indietro.
Come lo avete trovato? Come vi siete proposti? Perchè proprio quello? Cosa vi ha attratto dell'inserzione? Perchè hanno selezionato proprio voi?
Fate finta di esserci riusciti; magari prendendo spunto da quella volta che ce l'avete fatta e chiedetevi: "cosa è successo in tale circostanza?". Questa domanda può aiutare a definire le proprie strategie per raggiungere ciò che ci si era prefissati; infatti, spesso, provando a pensare di aver già raggiunto l'obiettivo è più facile dare forma, definire, ciò che cerchiamo -e come cercarlo-. Non sarà, quindi, solo un'idea ma -ora- qualcosa di tangibile mentre se, di contro, non definiamo chiaramente la cosa, come potremo far capire (e capire, noi stessi) cosa vogliamo?
Spesso gettiamo il nostro cv nel mare della ricerca senza aver riflettuto abbastanza su: cosa cerchiamo, cosa vogliamo, chi siamo. Lo so, sembrano sempre le solite domande scontate (ma poi ce le facciamo davvero?), è però importante definire cosa accadrà durante il tragitto compiuto per il raggiungimento dell'obiettivo. Definite, allora, quali saranno i passaggi basilari dell'attività di ricerca: dalla scelta dell'obiettivo da raggiungere, il perchè di questo, definendo le varie fasi che farete per muovervi. Fatelo in pochi passaggi, partendo dal primo passo compiuto sino alla fine (7-10 passaggi al massimo).
Per esempio. E' come se foste degli scalatori appena arrivati sulla cima di una montagna che, volgendo lo sguardo di sotto, iniziano a chiedersi come sono riusciti nell'impresa. A partire da ciò, cosa potreste domandarvi per comprendere quale strategia vicente è stata impiegata? Magari, partendo da dove avete messo le mani come prima mossa, su quale roccia, poco per volta, per arrivare fin là, in vetta. Allo stesso modo, nella ricerca di lavoro, dovremo chiederci quali passi abbiamo compiuto per riuscire: dal primo movimento compiuto per partire, poi chiedendoci: "cos'altro abbiamo fatto per raggiungere la meta?". Allora, credo, potremmo definire il tragitto e, al contempo, l'obiettivo.
Un proverbio magrebino diceva più o meno così: "le carovane viandanti seguono un'utopia, non è importante se la raggiungeranno, l'importante è che abbiano l'utopia da seguire"; chissà, magari viaggiando verso la nostra utopia andremo a definirla meglio, poi -forse- non sarà più solo...un'utopia: penso, infatti, che immaginare di aver già raggiunto ciò che desideriamo possa contribuire a (ri)formularlo più chiaramente.
Un proverbio magrebino diceva più o meno così: "le carovane viandanti seguono un'utopia, non è importante se la raggiungeranno, l'importante è che abbiano l'utopia da seguire"; chissà, magari viaggiando verso la nostra utopia andremo a definirla meglio, poi -forse- non sarà più solo...un'utopia: penso, infatti, che immaginare di aver già raggiunto ciò che desideriamo possa contribuire a (ri)formularlo più chiaramente.
A presto!
mercoledì 1 maggio 2013
UNA DOMANDA IMPORTANTE: "COME STO?"
Eccoci dunque a parlare di domande, perchè porle è un atto naturale del bilancio delle competenze. In molti questionari di questo tipo troverete: schede, spunti, frasi da completare per stimolare ciò che pensate di voi stessi e del contesto in cui vi trovate; il tutto per indurvi a riflettere, dare nomi alle capacità, riconoscervi.
Partiamo, oggi, con le seguenti, dure, domande: "Come state nella vostra attuale condizione di ricercatori di lavoro?" "come avete affrontato i cambiamenti in passato?", "e oggi....?".
Questi quesiti sono a monte del bilancio delle competenze e riguardano il domandare -purtroppo a volte anche doloroso- circa la situazione di disoccupazione che si sta vivendo. Sovente le persone si sentono sole, abbandonate, dimenticate, rifiutate, avvertono uno strascico silezioso di vergogna per la condizione in cui vengono a trovarsi. Oggi, nonostate sia risaputo che la disoccupazione o inoccupazione colpisce milioni di persone, la si vive spesso come dramma privato. Quello che occorrerebbe fare è reagire (se appena è possibile e si riesce, senza sentirisi in colpa se non ce la si fa), perchè la flessibilità del mercato in cui oggi ci troviamo porta ad un continuo entra ed esci dai luoghi lavorativi -a volte più esci che entra, purtroppo- e spesso non dipende dalle nostre capacità lavorative. Questo lo sanno anche le aziende che sono ormai disposte ad assumere persone di tutte le età, perchè consapevoli del fatto che in giro ci sono persone preparate, competenti e serie alla ricerca di un'occupazione. Vorrei quindi ribadire -per l'ennesima volta- che c'è sempre la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro!
Questi quesiti sono a monte del bilancio delle competenze e riguardano il domandare -purtroppo a volte anche doloroso- circa la situazione di disoccupazione che si sta vivendo. Sovente le persone si sentono sole, abbandonate, dimenticate, rifiutate, avvertono uno strascico silezioso di vergogna per la condizione in cui vengono a trovarsi. Oggi, nonostate sia risaputo che la disoccupazione o inoccupazione colpisce milioni di persone, la si vive spesso come dramma privato. Quello che occorrerebbe fare è reagire (se appena è possibile e si riesce, senza sentirisi in colpa se non ce la si fa), perchè la flessibilità del mercato in cui oggi ci troviamo porta ad un continuo entra ed esci dai luoghi lavorativi -a volte più esci che entra, purtroppo- e spesso non dipende dalle nostre capacità lavorative. Questo lo sanno anche le aziende che sono ormai disposte ad assumere persone di tutte le età, perchè consapevoli del fatto che in giro ci sono persone preparate, competenti e serie alla ricerca di un'occupazione. Vorrei quindi ribadire -per l'ennesima volta- che c'è sempre la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro!
Apro una parentesi. Credo che, tra i tanti motivi per cui ci sentiamo spesso spiazzati e feriti dalla nostra situazione di disoccupati, una ragione riguardi il fatto che ci portiamo ancora dietro un sentire che sino a pochi decenni fa dava, alla condizione di essere senza lavoro, un senso di colpa indelebile, come condizione sospetta: uno entrava da giovane andando diretto alla pensione, stabile, nello stesso posto, rimanendo per decenni nella medesima situazione occupazionale. Se dai vent'anni anni circa di età non avevi un lavoro però erano guai, difatti chi si trovava senza occupazione, e non stava studiando, era guardato con sospetto, apparendo come persona poco seria ed ancor meno affidabile; per dirla con il dialetto delle mie parti "l'era un lavura no!" (identificando con queste parole l'atto del lavorare con la stessa e completa identità della persona). Se poi il lavoro lo si perdeva...non ne parliamo!
Non doveva essere giusto etichettare le persone allora, dato che le motivazioni di disoccupazione potevano essere molteplici figuriamoci oggi, dove molto spesso la causa può riguardare mille ragioni sulle quali non possiamo agire, vuoi per un mercato che si presenta estremamente labile e flessibile, vuoi perchè magari abbiamo deciso di cambiare vita e dopo un po', quello che stavamo facendo prima, adesso ci va stretto.
Detto questo, credo che analizzare la causa della propria disoccupazione possa servire: per capire se abbiamo superato l'evento e se siamo alla ricerca di lavoro con convinzione; oppure, se stiamo cercando ma non troppo, perchè un occhio lo diamo ancora al nostro vecchio posto di lavoro (magari perchè siamo in cassaitegrazione o il nostro vecchio datore di lavoro ci ha dato qualche flebile speranza di essere riassorbiti); oppure, ancora, perchè non intendiamo cercare altro finchè non troveremo un lavoro uguale a ciò che abbiamo perso. Occorre comprendere in che fase siamo e perchè ci stiamo comportando in un modo o nell'altro, più ci sarà chiaro più avremo idea di qual'è la nostra convinzione ad agire. Le motivazioni poco fa addotte sono tutte apparentemente valide e plausibili, anche se a volte nascondo insidiosi "autoinganni" che vogliono far restare le cose come sono, negando la realtà dei fatti. Inoltre, occorrerà ricordarsi che cambiare lavoro può far emergere paure legate al cambiamento, alcune possono essere reali mentre altre risultare enfatizzate dalla percezione del momento, poichè pongono possibili modifiche dell'immagine che abbiamo di noi, della nostra idea di storia famigliare (soprattutto in rapporto con chi ci ha preceduti), delle nostre abitudini che, come dice la parola stessa, sono abiti che indossiamo quotidianamente e smetterli, da un giorno con l'altro, è parecchio dura.
Per riflettere sul momento di separazione dal lavoro occorrerà ricordarsi, tenendo la barra dritta, che oggi è oggi, e che ci sono logiche differenti rispetto al prima, uniche. Del passato, nell'analisi della nostra situazione attuale, dovremo però tenere conto del fatto che se abbiamo superato delle difficoltà, queste potrebbero esserci utili per capire che equipaggiamento abbiamo per fronteggiare le problematiche attuali perchè, scoprendo le strategie che abbiamo messo in campo tempo fa, potremo trovare suggerimenti per delle possibili attuali soluzioni. Oggi è oggi, dicevamo, però noi abbiamo strumenti coltivati dalla nostra esperienza pronti all'uso. Allora, potrebbe essere utile domandarsi: "come ho risolto quella volta il problema?","c'erano delle analogie con oggi?"; "quali?"."sono ripetibili?". Potrebbe venir fuori, per esempio, sempre in riferimento alla ricerca di lavoro, che quella volta avevamo messo in campo un certo tipo di tenacia, delle conoscenze amiche utili per proporci e tanto e instancabile passaparola...
Come potete vedere, l'argomento "cambiamento" è, qui, appena accennato, ma ci torneremo perchè è importantissimo e non va trascurato. Jung diceva più o meno queste parole (lui, riferendosi al tipo di psicoanalisi che voleva adottare in rapporto all'inconscio; noi, solo al fatto che occorre ragionare sulla nostra condizione, come abbiamo affrontato le difficoltà e, sopratutto, come le abbiamo superate): "per far crescere il nostro albero forte e rigoglioso verso il cielo dobbiamo far sprofondare le nostre radici fino all''inferno" Un po' drastico, forse, però rende l'idea.
A presto!
Iscriviti a:
Post (Atom)